Parole che danno vita
Il volume si presenta come un itinerario narrativo e teologico incentrato sulla dimensione del bene nell’esperienza umana, esplorata attraverso la forza generativa della Parola di Dio e delle grandi narrazioni dell’umanità. A partire dalla domanda evangelica “Come leggi?” (Lc 10,26), il lettore è accompagnato in un cammino di discernimento e trasformazione, dove il Vangelo incontra le favole, i miti, la letteratura e la vita quotidiana.
Il testo si propone di rilanciare un’etica cristiana capace di parlare al nostro tempo, intrecciando sapienza biblica e cultura contemporanea. In particolare, prende posizione critica nei confronti dell’homo technologicus, che tende a svalutare i linguaggi simbolici e sapienziali (fiaba, metafora, rito), a favore di una razionalità tecnica e funzionale. In questo orizzonte, il cristianesimo viene pensato non più come appartenenza culturale scontata, ma come stile di vita che risponde all’umano nelle sue fragilità e potenzialità. L’identità cristiana è riletta alla luce delle azioni destabilizzanti di Gesù, che rivelano un Dio impegnato nella giustizia, nella prossimità, nella concretezza delle relazioni. Il libro si chiude con un invito alla “nuova presenza cristiana”, che non si esprime primariamente attraverso parole o rivendicazioni identitarie, ma si realizza nel farsi segno: nella capacità di prendersi cura, di stare con chi è ai margini, di promuovere una giustizia possibile, radicata nella forza del Vangelo che scioglie i nodi della storia.
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