Corporeità eterna
Tutti saremo trasformati
di Domenico Paoletti
Prefazione di Pierangelo Sequeri
L’ultimo articolo del Simbolo apostolico, «Credo la risurrezione della carne, la vita eterna», incontra oggi una vera afasia catechetica e anche teologica, tanto da richiedere un profondo ripensamento dell’intelligenza della fede nel nostro tempo e nel nostro mondo.
Il tentativo di questo libro è di rimettere al centro la domanda fondamentale di senso: se noi siamo il nostro corpo, se il nostro corpo siamo noi, che ne sarà di questo corpo? La fine, o la risurrezione, come afferma la fede cristiana che si fonda proprio sulla resurrezione corporea, sul corpo risorto di Gesù di Nazareth? La corporeità, che è ‘più’ del corpo, trova il suo compimento nella risurrezione, o finisce con la morte, al più con una vaga idea di possibile sopravvivenza di qualcosa? Non è questo il ‘caso serio’ della fede e della ragione umana?
Nell’affermare il legame indissolubile tra la risurrezione di Gesù e la nostra destinazione ultima, nella circolarità di teologia e filosofia, si accoglie l’attitudine concettuale della categoria di trasformazione a leggere plausibilmente la corporeità eterna, nella prospettiva della resurrezione della carne.

