Il XXXIV Corso di aggiornamento per docenti di teologia, organizzato dall’Associazione Teologica Italiana (ATI), ha esplorato il tema “Come abitare il mondo nella speranza? Teologie e pratiche per il Giubileo”.  L’evento ha visto la partecipazione di esperti che hanno riflettuto su speranza e riconciliazione, offrendo nuove prospettive su come la Chiesa può interagire con le sfide contemporanee.

ATI: per un Giubileo nelle pieghe della storia (Mario Florio)

Nel progettare il XXXIV Corso di aggiornamento per docenti di teologia, promosso dall’Associazione Teologica Italiana (ATI) sul tema Come abitare il mondo nella speranza? Teologie e pratiche per il Giubileo, un criterio fondamentale è stato quello di recepire un’indicazione di metodo dettata dal magistero del Vaticano II, in particolare quanto emerge al Cap. IV della Prima Parte della Costituzione Gaudium et spes ove al § 44, dopo quelli dedicati a ciò che la Chiesa può e deve fare per il mondo nelle sue diverse situazioni (§§ 41-43), si parla dell’aiuto che la Chiesa riceve dal mondo contemporaneo.

In ascolto del mondo

Si apre qui l’ampio spazio dell’azione dello Spirito Santo: seguendo questa azione scopriamo una tensione tra l’azione dello Spirito nel mondo in e attraverso la Chiesa e l’azione dello Spirito nella Chiesa in e attraverso il mondo. Non c’è solo una versione kerygmatica della speranza cristiana, dialettica nei confronti del mondo, ma anche dialogica, in ascolto del mondo. Se è vero infatti che lo Spirito a Pentecoste è stato donato alla Chiesa, come comunità di testimoni della risurrezione di Cristo, lo stesso Spirito, dalla risurrezione in poi, è presente e operante nel mondo in un modo nuovo rispetto alla sua previa azione nella storia della salvezza a partire dalla creazione.

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Il testo è apparso anche su L’Osservatore Romano del 21/01/25: leggi l’articolo completo.