1. Resoconto Pre-congresso Nord
(Gazzada: 5-6 giugno 2008)

   In preparazione al XXI Congresso Nazionale ATI (Bari 7-11 settembre 2009) intorno alla questione del metodo in teologia, il 5 e 6 giugno si è tenuto a Villa Cagnola di Gazzada (VA) l'incontro precongressuale per i soci del Nord.
   La prima serata è stata dedicata a raccogliere le indicazioni degli undici soci presenti rispetto al questionario sulla vita associativa inviato dal nuovo Consiglio di Presidenza. In generale, gli interventi registrano una sostanziale soddisfazione circa le proposte dell'Associazione: ritenuti utili i momenti e le forme della vita associativa, interessanti le tematiche, gestibile la tempistica. È giudizio comune, invece, che un problema provenga dall'appartenere a una molteplicità di istituzioni, le cui esigenze e richieste assorbono e talvolta disperdono la maggior parte delle energie, spesso impiegate in riunioni o in attività organizzative più che non nel "fare teologia" e "pensare". Per questo si raccomanda che le attività dell'ATI siano ben coordinate tra loro. A questo proposito ci si domanda come qualificare al meglio il pre-congresso per renderlo più efficace: se l'obiettivo è che sia una tappa di preparazione comune in vista del congresso e dev'essere un'occasione di lavoro comune forse anche la formula stessa può essere resa più funzionale allo scopo (per qualificarlo rispetto a un qualsiasi convegno o a un corso di aggiornamento con conferenze seguite da dibattiti a ruota libera). Ad es., forse nella preparazione può essere già lanciata ai soci qualche provocazione (l'indicazione di un testo comune di riferimento o una traccia) così che lo svolgimento del pre-congresso stesso possa essere più attivo e in forma di laboratorio. Sarebbe prezioso che ciascuno portasse all'incontro un proprio contributo. Nel contempo si potrebbe ripensare il ritmo della giornata precongressuale, pensando a un maggior coinvolgimento dei partecipanti per renderla efficace in vista dell'obiettivo che rimane la preparazione del Congresso. In ogni caso, si dovrebbe pensare un momento di sintesi in cui raccogliere le domande emerse dalla giornata di studio per continuare poi la riflessione, evidenziare temi di interesse comune che si chiede di studiare al congresso, o rilanciare alcuni compiti per il periodo successivo, magari che coinvolgano anche altre istituzioni.
   Come già emerso in altre occasioni, si cercano le strategie per qualificare ulteriormente i momenti di ritrovo (allargando la partecipazione di chi è già iscritto) e favorire la conoscenza dell'ATI presso coloro che non hanno contatti con l'Associazione o non ne vedono una specifica utilità, in mezzo a tante proposte e molteplici impegni.
   Provando a suggerire qualche proposta concreta, sono emerse alcune idee: lavorare nella forma dei gruppi di studio, che valorizzino le ricchezze dei partecipanti e diano un apporto significativo all'individuazione dei percorsi ritenuti necessari in vista sia del Congresso (ogni due anni) che dei Corsi di aggiornamento; presentare l'esistenza e le finalità dell'Associazione agli studenti di teologia del secondo ciclo e delle specializzazioni (ad es. al Seminario Lombardo); invitare i nuovi dottorati a presentare ai soci le linee principali delle loro ricerche; potenziare la disponibilità di materiali online (ad es. invitando a mandare articoli o segnalando qui i lavori dei neodottorati) e di un Forum (con un coordinatore), sulla scia dell'interessante strumento della Newsletter; promuovere incontri tra docenti delle medesime discipline, magari riservando a questi tavoli di confronto una parte del tempo nelle occasioni in cui già ci si ritrova (pre-congressi, congressi, corsi); sollecitare i soci a far conoscere a tutti gli iscritti gli appuntamenti salienti delle varie istituzioni teologiche, specie se inerenti ai temi che sta affrontando l'Associazione; accanto al contatto con le persone occorre valorizzare anche il rapporto con le istituzioni, affinché l'Associazione resti radicata sul territorio e si proponga come occasione, stimolo e - possibilmente - un aiuto per "fare teologia" oggi e non come un "impegno oneroso in più".
   Di fondo, tutti concordano sulla necessità che l'ATI rimanga e si qualifichi sempre più come luogo di pensiero, in cui si discutono i compiti e i metodi del teologare oggi in Italia.
   Venendo ai lavori della mattinata del 6 giugno, la prima fase è stata destinata all'ascolto del biblista Roberto Vignolo, con una relazione dal titolo "Teologia della Scrittura: acquisizioni e prospettive nell'esperienza della Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale (Mi)". È possibile scaricare lo schema della relazione andando sul sito www.teologia.it. L'intervento del prof. Vignolo ha tratteggiato le tappe principali dello sviluppo di un percorso pluriennale svolto a Milano dalla Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale, attraverso seminari e giornate di studio, convegni, conferenze di alcune personalità del settore, il tutto raccolto in una notevole produzione letteraria, ampiamente documentata. Tra le tappe più recenti, ricordiamo i convegni che hanno focalizzato l'attenzione sul "raccontare Gesù": «l'aspetto più interessante sta nella coniugazione originaria di racconto e testimonianza nell'imprescindibilità del vangelo quadriforme». Interessante sarebbe approfondire le reazioni dei teologici sistematici alle intuizioni del Prof. Ch. Théobald pubblicate su Teologia 32 (2007), in cui ci si avvicina allo specifico tema del Congresso ATI 2009, ovvero l'"uso" della Scrittura in teologia.
   Alla relazione sono seguiti gli interventi dei presenti, al fine di identificare alcuni snodi che possono essere approfonditi lungo il lavoro di avvicinamento-preparazione al Congresso. Questa parte si rivela sempre molto interessante e stimolante, a cominciare da una rinnovata conoscenza delle discipline e dei metodi seguiti dai soci.
   Si concorda sull'importanza del tema e si auspica il confronto con quegli esegeti che sono interessati a tale lavoro interdisciplinare, al fine di porre al testo sacro - fin dall'"origine" della ricerca - alcune specifiche domande della riflessione credente della nostra epoca.
   La tradizione manualistica consegna un "trattato" suddiviso secondo un ordine per lo più "cronologico": la parte biblica precede quella storica, la quale - a sua volta - è seguita da una sezione dogmatica (o sistematica). Questa dovrebbe riprendere i dati delle prime due parti della trattazione, offrendo una sintesi che renda ragione dell'oggi del pensare teologico.
   Se pare lontano il tempo del riferimento alla Sacra Scrittura e alla Tradizione in quanto auctoritates, sembra che nell'epoca della specializzazione delle competenze non si sia ancora precisato un modo autorevole, condiviso e - oseremmo dire - "serenamente rispettoso" di considerare il dato biblico.
   L'attualità ci consegna - purtroppo - anche esempi di "usi" fin troppo disinvolti dei testi sacri, allo scopo di assecondare intuizioni filosofiche che rivestono gli abiti di una teologia accattivante. Sembra di assistere a una rassegna di "immagini di origine biblica" (ben diverse dalla profondità teologica e spirituale dell'"icona") preselezionate alla luce di un principio ordinatore "altro" rispetto alla fondata ermeneutica biblica. Non ci nascondiamo che questa "deriva" è favorita dal moltiplicarsi nel campo delle interpretazioni - come in tutti i settori di quest'epoca sfaccettata - di posizioni esegetiche altrettanto infondate se non addirittura scorrette.
   L'annuncio della Rivelazione chiede di essere rinvenuto nel circolo virtuoso tra tutte le sue fonti: la Scrittura, la Tradizione, il Magistero, nell'ordine e nell'articolazione espressi da Dei Verbum 10. Nel campo del teologare non sottovalutiamo lo snodo ermeneutico imprescindibile che è offerto dall'appropriazione credente nella forma della celebrazione (Teologia Liturgica), nell'esperienza della vita teologale (Teologia Spirituale) e nel concreto del vissuto ecclesiale (Teologia Pastorale).
   Attorno al tema dell'"uso" della Sacra Scrittura in teologia sono così convocate tutte le discipline rappresentate nell'ATI, con uno sguardo oltremodo fecondo anche al tavolo incrociato del CATI.
   Confidiamo che il prossimo Sinodo sulla Parola di Dio (ottobre 2008) possa offrire ulteriori spunti per dare un assetto ancora più completo al già ricco ordine del giorno dei lavori del nostro Congresso 2009.
   Invitiamo i Soci a far pervenire alla Segreteria la segnalazione di contributi, iniziative accademiche, spunti di confronto per arricchire ulteriormente la riflessione e per indirizzare a un esito proficuo gli sforzi di chi sta organizzando l'evento.

Marco Paleari
 

2. Resoconto Pre-congresso Centro
(Prato: 2-3 giugno 2008)

   Lunedì 2 giugno alle ore 21, presso "Villa del Palco" a Prato, si riunisce l'assemblea della zona Centro. Sono presenti i soci: Saverio Cannistrà (delegato zona centro), Lucio Casula, Serena Noceti (consiglieri zona centro), Valerio Mauro, Marcello Paradiso.
   Dopo aver preso in esame il questionario predisposto dal Consiglio di Presidenza ATI, si passa a riflettere sul fatto che solo pochi soci ATI sono presenti al Precongresso (oltre ai cinque presenti all'assemblea, hanno partecipato al pre-congresso i soci Maurizio Gronchi, Andrea Bellandi, Alfredo Jacopozzi, Alberto Cozzi, Mario Bracci; 6 soci hanno giustificato la loro assenza).
   Si passa quindi a riflettere su quali possano essere le vie migliori per un allargamento del numero di soci: si ritiene essenziale un contatto personalizzato per proporre l'iscrizione all'associazione e un invito personalizzato ai colleghi in vista della partecipazione al Congresso 2009. Viene steso un elenco di teologi sistematici, operanti in Toscana, da contattare; i soci toscani si adopereranno in vista di una proposta personalizzata. Il prof. Paradiso cercherà di allargare il numero dei soci ATI in Abruzzo-Molise. Si fa notare che la situazione particolare delle Università romane richiederebbe specifiche forme di intervento e di coinvolgimento.
   Vengono poi ricordate le iniziative ATI già previste per il prossimo anno: l'incontro che si terrà a Roma su "teologia extra moenia" e la giornata di studio dedicata al modernismo. Si ritiene utile la pubblicazione in tempi brevi dell'annuario soci aggiornato.
   In vista del Congresso 2009 si decide di richiedere contributi per il Forum ATI a Severino Dianich, Alessandro Cortesi, Paolo Giannoni. Viene suggerito di spostare la data del Congresso, per la concomitanza con il Congresso ABI. I contributi (relazioni e comunicazioni) presentate durante il pre-congresso di Prato verranno pubblicate sulla rivista della Facoltà Teologica dell'Italia centrale Vivens Homo (primo numero del 2009).
   Vengono, infine, indicate alcune possibili attività che favoriscano una maggiore visibilità dell'Associazione nel contesto culturale ed ecclesiale italiano: proporre un maggior numero di iniziative locali/incontri regionali, con un più attivo coinvolgimento organizzativo dei soci; pubblicare un foglio di collegamento o una rivista ATI; sollecitare i soci a investire maggiori energie per la vita associativa e le attività ATI; organizzare nell'estate 2009 una settimana teologica, a Camaldoli o a Vallombrosa; elaborare un progetto/strategia per rendere maggiormente visibile e attiva l'ATI in Italia (individuando i canali più adeguati su stampa e TV); organizzare una agenzia di stampa che sia particolarmente attenta alle questioni teologiche e che aiuti a creare una opinione pubblica ecclesiale "aperta" su questi temi; assumere una rubrica fissa sul periodico EDB Settimana.

Saverio Cannistrà
 

3. Resoconto Pre-congresso Sud
(Napoli: 10-11 giugno 2008)

   Erano presenti i consiglieri Gamberini e Torcivia, il delegato Lieggi, e Amato, Del Gaudio, Di Pilato, Iaia, Martuccelli, Nuara e Ruggieri. Inoltre, hanno partecipato al pre-congresso anche i soci De Rosa, Marini, Vicini e Valerio. L'arricchente e proficuo confronto, sviluppatosi a partire dalle sollecitazioni proposte dal questionario distribuito a tutti i soci, si è articolato attorno ad alcune questioni che possono essere così sintetizzate:

1. La questione "politica". Ci si è interrogati su come far sì che la voce dell'ATI e delle altre associazioni teologiche possa esprimere "un giudizio critico su quanto avviene nella vita della società e della Chiesa" (dal questionario). È emerso quanto segue:

  • sarebbe necessario un coordinamento più forte tra le diverse associazioni teologiche, rispetto a quanto offra ora il CATI
  • garantire con la massima attenzione la democraticità del processo che conduce alle prese di posizione da parte dell'associazione
  • specificare puntualmente, per correttezza, il soggetto che esprime il giudizio, sia esso il presidente, o il consiglio, o l'assemblea dei soci
  • guardarsi da emettere "proclami".

2. Dall'uso alla responsabilità. Con questa espressione si è voluto porre in luce un cambiamento richiesto nella mentalità dei soci e di coloro che chiedono di diventarlo. Si constata, infatti, che spesso la richiesta di adesione è motivata dalla ricerca di servizi di cui godere, tutti individuabili nell'opportunità di vivere un confronto tra teologi e docenti di teologia. Ma da questa motivazione si dovrebbe passare a un'assunzione di responsabilità da parte dei teologi stessi, favorendo così la capacità di ciascuno di prendere posizione su alcuni temi.

3. Considerazioni circa gli appuntamenti associativi. Gli appuntamenti associativi che ritmano la vita dell'Associazione sono fondamentalmente due: il congresso, preceduto e preparato dai tre pre-congressi zonali, e il corso di aggiornamento. Questi due appuntamenti individuano i due scopi fondamentali dell'ATI: promuovere e favorire la ricerca teologica e offrire l'aggiornamento e il sostegno all'attività didattica. In relazione a questo è emersa innanzitutto l'indicazione di salvaguardare la specificità dei due appuntamenti associativi in relazione ai due scopi dell'associazione, in quanto si ritiene che la chiarezza degli obiettivi, rispettivamente, del congresso e del corso di aggiornamento ne favorirebbe la buon riuscita e stimolerebbe la partecipazione dei soci in rispondenza dei bisogni di ciascuno. Per quanto riguarda poi i due scopi già richiamati si sono fatte ulteriori considerazioni,
circa l'offerta di aggiornamento:
  • riprendere, in occasione dei corsi di aggiornamento, uno sguardo ala manualistica e agli strumenti didattici
  • favorire il più possibile il confronto circa l'attività didattica
  • promuovere un sussidio bibliografico, per offrire così un aiuto supplementare rispetto ai corsi di aggiornamento;

circa la promozione della ricerca:
  • individuare con maggiore puntualità i temi dei congressi, in modo che il contributo che ne emerga sia sempre più proficuo
  • promuovere degli orientamenti di ricerca, anche attraverso l'individuazione di temi di studio da suggerire per le dissertazioni dottorali.

4. Attenzioni particolari circa la vita associativa. Si è suggerito di tener presente queste attenzioni:
  • favorire il collegamento e il coinvolgimento dei centri di ricerca teologici (e in particolar modo delle Università e delle Facoltà di Teologia), specie in occasione dei congressi e dei pre-congressi
  • offrire delle finestre aperte ai giovani studiosi, sfruttando le opportunità rappresentate dai congressi e dai corsi di aggiornamento
  • confrontarsi con il metodo di lavoro delle altre associazioni teologiche nazionali, quali quella tedesca o francese, specie per quanto concerne l'individuazione del tema e la preparazione dei lavori congressuali.

5. Proposte. Infine, sono emerse le seguenti proposte:
  • promuovere un incontro nazionale dei dottorandi
  • seguire con attenzione i lavori della prossima XII assemblea generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi sulla Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa.

 

Jean-Paul Lieggi

 

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Rassegna di Teologia è la rivista trimestrale, curata dai padri gesuiti della Sezione San Luigi della Pontificia Facoltà dell’Italia Meridionale (Napoli), che ospita tra le sue pagine il Forum dell’A.T.I.

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