«I veri problemi teologici non rinviabili sono quelli fondamentali: cos’è credere?,
cos’è credere con amore, piuttosto che senza amore?
Se l’amore è un fidarsi uscendo da sé o dal proprio clan,
si vede che l’amore entra dentro la fede»

L. SARTORI, intervista a Credere Oggi

Nei primi giorni di questo maggio è tornato alla casa del Padre Mons. Luigi Sartori, a lungo presidente dell’ATI e voce instancabile nella nostra Associazione.

Rendiamo grazie per il suo ministero teologico intenso, lungimirante e fecondo, nella certa speranza del suo incontro grato e stupito col Signore risorto, luce e sostegno di tutta la sua vita, nella fervorosa preghiera per il cammino oggi della Chiesa da lui tanto amata, nel servizio esigente dell’uomo e della cultura del nostro tempo.
 

«Servì la Parola, amò la chiesa»
Il saluto di mons. Mattiazzo a Luigi Sartori

 

1. Editoriale del presidente

Il XX Congresso Nazionale…

L’ultimo consiglio di presidenza dell’ATI (24 marzo 2007) è stato speso, in buona parte, nel lavoro di definizione dei particolari organizzativi del XX Congresso Nazionale del settembre 2007, il cui programma definitivo è ora disponibile sul sito dell’Associazione.
La riflessione intorno al tema dell’identità antropologica a partire dai luoghi della sua esperienza propiziati dalla fede, attorno a cui s’impernia il Congresso, invita a una duplice attenzione.
La prima, e più evidente, concerne una declinazione pertinente e incisiva della qualità specifica e originale dell’identità antropologica. Non basta ribadire, a fronte delle istanze culturali (spesso ambigue) e delle sfide molteplici che c’interpellano, principi e valori. Occorre di più e occorre altro. Occorre rileggere e riproporre l’esperienza umana e cristiana dischiudendone dall’interno – dall’interno del suo darsi e dall’interno dell’attuale congiuntura storica – il significato autentico e la concreta incidenza.
E questo – ecco la seconda attenzione – implica l’apporto irrinunciabile di una teologia che voli alto e, proprio per questo, sappia far risuonare nel segno del Vangelo le corde profonde di ciò che si agita nel cuore e nella vita delle persone. Diversamente, la proposta della comunità cristiana rischia la sterilità. E la teologia il mutismo.
Su tutto ciò occorre interrogarsi. Con lucida parresia e nello stile di un serio discernimento comunitario. Penso che sia questo uno dei compiti che più hanno da impegnarci, da subito e con un impegno di lungo respiro, nel cammino dell’Associazione.
Intanto, a tutti giunga il più cordiale e sentito augurio per la celebrazione ormai alle porte della Pasqua di Gesù: sorgente inesausta di vita e di luce per tutti!

Piero Coda

2. Notizie dall’associazione

3. Attualità ecclesiale

  • «Accettando una specie di morte del nostro io, la morte non è più un vero confine».
    L’omelia della Veglia Pasquale di Benedetto XVI

  • Lineamenta del prossimo Sinodo dei Vescovi:
    La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa

  • «Valori e prospettive per l’Europa di domani – i 50 anni del Trattato di Roma».
    Messaggio del COMECE (Commission des Episcopats de la Communauté Européenne)

  • L’appello del patriarca card. NASRALLAH SFEIR sulla situazione in Libano

  • Discorso dell’ex presidente dell’Iran, SEYYED MOHAMMAD KHATAMI all’Università Gregoriana:
    mai unire il nome di Dio all’odio

  • A proposito del documento della Commissione Teologica Internazionale sul limbo.
    Intervista a padre LUIS LADARIA SJ

  • «Fede e Logos: nuovo incontro?». Intervista di A.M. BAGGIO a PIERO CODA

4. In libreria