1. Editoriale del presidente

La cultura della laicità nella prospettiva del Vaticano II

Il rinnovato posizionamento sociale e politico della Chiesa cattolica propiziato dal Vaticano II e lo sviluppo nella modernità della forma politica della democrazia – investita oggi dalle formidabili sfide che conosciamo, con la necessità di un ripensamento dei suoi fondamenti e delle sue declinazioni pratiche – rappresentano un indubbio e per molti versi inesplorato orizzonte di novità. Che fa da pendant con la messa in rilievo, da parte del Vaticano II, della Chiesa come Popolo di Dio e della vocazione laicale nella Chiesa e nella società.
Viviamo in realtà in una società pluralistica che, per garantire il pluralismo nella necessaria convergenza su ciò che è essenziale in termini di difesa e promozione dell’umano, è alla ricerca di una nuova forma di laicità. E apparteniamo a una Chiesa che – almeno a livello di principi e d’intenzione – rifugge da ogni volontà di egenomia e/o di privilegio (cfr. GS 76) per sposare la logica difficile e rischiosa del “lievito” evangelico.
Nella prospettiva del Vaticano II la cultura della laicità propriamente consiste nella domanda intorno al senso della cosa nel rispetto della “logica delle cose”. La politica, ad esempio, esce dalla chiacchiera, dalla nebbia, dal facile e deleterio compromesso al ribasso, non quando sposa il linguaggio della religione, ma quando parla il linguaggio di una politica seria e capace di servire il bene comune. Proprio in ciò l’azione dei discepoli di Cristo è chiamata a espletare il suo originale e specifico apporto: far valere la fede cristiana, nella propria cultura politica e nella propria testimonianza sociale, quale matrice attiva e critica di autentica democrazia.
Emerge così, tra l’altro, un aspetto troppo trascurato: come e quanto una vita ecclesiale intrisa di vera comunione e di reale corresponsabilità possa agire da lievito nella società civile e nella politica come corroborante creativo e critico della prassi partecipativa propria della democrazia. Il che si rivela oggi cruciale: quando la democrazia rischia di trasformarsi in una “democrazia vigilata” dai centri del potere economico, mediatico e ideologico.

Piero Coda

2. Notizie dall’associazione

  • È stato attivato il nuovo conto corrente postale dell’Associazione:
    CCP n. 85432375
    intestato a:
    ASSOCIAZIONE TEOLOGICA ITALIANA
    Via del Seminario, 29
    35122 PADOVA

  • È in libreria il volume degli Atti del XVII Corso di aggiornamento: REPOLE R. (ed.), Il corpo alla prova dell’antropologia cristiana. Atti del XVII Corso di Aggiornamento dell’Associazione Teologica Italiana (Roma, dicembre 2006).

  • È on-line il Forum ATI del n°1/2008 (gennaio-marzo) di Rassegna di Teologia.

3. Attualità ecclesiale

4. Notizie dai soci

5. In libreria