1. Relazione del Presidente all’assemblea dei soci ATI
Camposampiero (Pd) 6 settembre 2005, nel contesto del XIX Congresso Nazionale

    La relazione che proponiamo all’Assemblea dei Soci ATI è a più voci: interverranno sugli specifici ambiti da loro seguiti, nell’ordine, il Segretario, Maurizio Aliotta, il vice-Presidente, Marco Vergottini, e Riccardo Battocchio in qualità di coordinatore del prossimo Corso di aggiornamento. Si tratta semplicemente di una comunicazione delle iniziative svolte e messe in cantiere, in modo da lasciare poi ampio spazio al dialogo anche in vista del reperimento condiviso delle linee della programmazione futura. Per parte mia, cercherò di essere telegrafico.

1. Il nuovo Consiglio di Presidenza, eletto e insediato durante il XVIII Congresso nazionale di Anagni del settembre 2003, si è riunito con regolarità e ha lavorato, in questi due anni, con intensità d’impegno e con collegialità d’intesa. La scelta di celebrare il presente XIX Congresso nel settembre 2005 ha richiesto un notevole impegno: i tempi erano relativamente brevi e ristretto lo spazio per istruire l’impegnativo tema a partire dai seminari zonali.
    Due notazioni in proposito:

  • la prima: i lavori del Consiglio non si sono potuti giovare dell’apporto prezioso di P. Saturnino Muratore, per motivi di salute: a lui, anche in questa sede, un caloroso saluto con l’augurio di un più ampio ristabilimento;
  • la seconda: i seminari zonali in vista del Congresso sono stati senz’altro utili, ma penso sia necessario un ripensamento in modo da renderli sempre più un momento qualificante e partecipato della vita associativa.

2. Il XV Corso di aggiornamento del dicembre scorso ha avuto un buon risultato, sia sotto il profilo dell’ampia partecipazione, sia sotto quello della qualità delle relazioni e del dibattito.

3. È continuata la nostra partecipazione al CATI. Io stesso ho partecipato, il 7 febbraio scorso all’incontro annuale dei Presidenti delle Associazioni teologiche che vi appartengono, nel corso della quale, in particolare, si è proceduto all’elezione unanime di P. Agostino Montan a Coordinatore e alla riconferma di Piero Ciardella, socio ATI, a Segretario.
    I rapporti col CATI sono stati curati con puntualità e incisività dal nostro vice-Presidente. All’inizio di giugno si è svolto il programmato Forum sul tema della “comunicazione della fede”, in vista del Convegno ecclesiale di Verona del 2006, cui ha apportato il contributo dell’ATI, con un’apprezzata relazione, Franco Giulio Brambilla, del Consiglio di Presidenza.
    In tale sede, si è deciso anche del cammino futuro del CATI, sul quale dirà qualcosa Vergottini. Richiede invece maggiore attenzione, e uno slancio, la partecipazione dei Soci ATI all’Associazione Teologica Europa.
    Come Presidente ATI ho avuto contatti e ufficiali inviti dall’Associazione Teologica del Brasile e da quella dell’Argentina. Ho potuto partecipare al Congresso nazionale di quest’ultima, su “A 40 años del Concilio Vaticano II: recepción y actualidad”, a Cordoba, nel mese di luglio, con una relazione introduttiva, condividendo poi il percorso e l’ampio dibattito. È stata un’occasione positiva per una reciproca, più approfondita conoscenza.

4. Dopo l’elezione a Presidente ho avuto occasione, lo scorso anno, di un incontro cordiale con il Segretario della Conferenza Episcopale Italiana, Mons. Giuseppe Bettori, che ha confermato la simpatia dei Vescovi per il nostro lavoro e che, come ormai di prassi, ha assicurato un sostegno finanziario poi puntualmente fatto pervenire.
    Non si è invece realizzato, come da noi proposto in tandem con il Preside della Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale, Giuseppe Angelini, l’auspicato seminario sul riassetto delle Facoltà Teologiche in Italia e sulla nuova configurazione, attualmente ancora in studio, degli Istituti Superiori di Scienze Religiose. Alcuni Soci ATI sono intervenuti, a titolo personale e, nel mio caso, anche a nome dell’Associazione, nel dibattito che si è innescato in proposito su Il Regno ed altre testate. Come noto, mentre è stata formalizzata l’erezione di Facoltà Teologiche a Bologna, Padova e Molfetta, la questione della riforma degli Istituti Superiori di Scienze Religiose è ancora sub iudice. Ufficialmente, né il CATI né l’ATI sono state interpellate.

5. Sulla realizzazione dell’Archivio storico dell’ATI, per cui abbiamo avuto un contributo finanziario della CEI, dirà il Segretario, mentre il vice-Presidente aggiornerà sugli sviluppi inerenti la pubblicazione degli Atti dei nostri Congressi e Corsi e dei rapporti con Rassegna di Teologia in riferimento al Forum ATI ivi ospitato.

6. In conclusione, vorrei dire che siamo molto contenti di ascoltare proposte e suggerimenti, tra l’altro, non solo in vista della scelta del tema e della definizione del metodo di preparazione del prossimo Congresso, ma anche in rapporto a una maggiore e più fruttuosa partecipazione dei Soci alla vita dell’ATI e a una sua più incisiva presenza, a vari livelli, nel contesto ecclesiale e culturale del nostro Paese.
    Mi chiedo, ad esempio, dal punto di vista pratico, se non sia venuto il momento di dar vita a una mailing-list (da affiancare al bel sito web già in funzione), per rendere più veloce e diretta la comunicazione e, guardando all’esterno, a un piccolo “ufficio stampa”.
    Del resto, nel 2007, si celebreranno i 40 anni della nostra Associazione. E, accanto alla memoria, è forse opportuno far spazio a un ringiovanimento di metodo e stile di lavoro e di presenza.

 

Piero Coda

 

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