Verso il Congresso di Anagni

(8-12 settembre 2003)

1. Al termine del Congresso di Brescia (settembre 2000), i cui Atti sono disponibili ora presso le Edizioni San Paolo (Teologia e storia: l’eredità del ‘900), il Consiglio di presidenza aveva deciso di programmare il nuovo Congresso a distanza di tre anni. Al riguardo sono giunte alcune osservazioni critiche riconducibili a una sola: in tal modo si allenterebbe la vita associativa. Pur essendo plausibile, ciò forse non tiene conto del fatto che nel 2003 il Consiglio attuale scade e si deve quindi provvedere agli adempimenti statutari. Considerando l’ipotesi che convocare per due anni successivi i soci avrebbe voluto dire svuotare l’assemblea elettiva, si è ritenuto di non seguire l’osservazione richiamata. La fondatezza dell’ipotesi può essere riscontrata nella fatica a far partecipare i Soci alle iniziative dell’Associazione, già ridotte al minimo. Le ragioni sono molteplici: i numerosi impegni dei Soci; delusione nei confronti di alcune iniziative (non sempre i contributi degli invitati a tenere relazioni sono di livello per tutti soddisfacente; qualche volta i temi scelti non corrispondono agli interessi dei Soci); il moltiplicarsi delle attività delle Facoltà teologiche che coinvolgono i Soci (va ricordato che quando l’ATI è nata non c’erano le Facoltà teologiche ora presenti sul territorio e quindi l’Associazione poteva essere luogo di confronto più “appetibile”). Un segno della fatica a far partecipare alla vita dell’Associazione è il Forum ATI. Vanno certamente ringraziati i Soci che accettano di stendere i resoconti dei Corsi di aggiornamento e dei Congressi; ma appena ci si allontana da questi appuntamenti, difficilmente si trova chi sia disposto a intervenire su argomenti attinenti agli appuntamenti principali. Il Forum pensato come luogo di dibattito (fruibile anche sul sito www.teologia.it), rischia di restare poco vivace. Il Consiglio di Presidenza si è più volte posto il problema di come ovviare a questa difficoltà, ma finora non è riuscito a trovare una soluzione efficace.
    Il Congresso di Brescia non ha ottenuto la partecipazione che si era prevista ed è costato all’Associazione alcune decine di milioni, che grazie alla sponsorizzazione di enti e amici bresciani non hanno creato il temuto buco nelle casse. Qui, come anche ai Corsi di aggiornamento, il dibattito si è rivelato non del tutto soddisfacente. Anche su questo aspetto si dovrà cercare di riflettere. Per ovviare a questo limite il Consiglio di Presidenza ha ritenuto di ridurre le Relazioni del prossimo Congresso per lasciare spazio ad alcune comunicazioni e ad interventi che non siano semplici domande od osservazioni di dettaglio alle Relazioni.

2. Dopo il Congresso di Brescia si sono tenuti due Corsi di aggiornamento. Il primo sul Ministero ordinato, che ha riscontrato una discreta partecipazione, seppure in grado inferiore a quella programmata, con relativi costi da coprire. Il secondo, nel gennaio di quest’anno, sul Sacramento della fede, il quale, sia per la data sia per la tematica, ha visto una scarsa partecipazione. Gli Atti sono già stati consegnati all’Editore e appariranno nei prossimi mesi.
    A proposito degli Atti, l’ATI si è impegnata con la San Paolo ad acquistare cento copie di ogni volume e rinuncia ai diritti d’Autore. Si tratta di un contratto favorevole stante la prassi abituale delle Case Editrici. Il problema è quello della diffusione di questi volumi. L’editore, non dovendo dare conto delle copie vendute, non ci fa sapere quante copie stampi e venda. La sensazione è che la diffusione non sia alta. Forse si potrebbe pensare che qualche socio ne faccia una recensione per le Riviste teologiche, dietro il solo compenso del volume.

3. Per quanto attiene al Congresso di Anagni (8-12 settembre 2003), si è scelto il Tema: Annuncio del Vangelo: Forma Ecclesiae. La scelta è stata sti-molata dagli Orientamenti della CEI per i prossimi dieci anni. Non si è voluto però riprendere il documento (peraltro non ancora noto quando il Consiglio di Presidenza prese la decisione), bensì cercare di rispondere all’interrogativo: “se la Chiesa vuole attuare il suo compito di annuncio del Vangelo, oggi, come dovrebbe configurarsi”? L’articolazione ormai definitiva è la seguente:

  1. Una introduzione in due momenti: a) alcune osservazioni di carattere metodologico sul tema scelto (G. Canobbio); b) una rilettura critica, affidata a M. Vergottini, dei tre pre-congressi: quello del Nord che verteva sul rapporto tra Vangelo e culture; quello del Centro che riguardava il rapporto tra Vangelo e dottrine (questo pre-congresso, grazie alla presenza di alcuni soci nelle Facoltà teologiche delle pontificie Università Urbaniana e Gregoriana, si è svolto in due sessioni distinte in collaborazione con dette Università; la seconda sessione è coincisa con il Dies academicus della Gregoriana. La scelta di coinvolgere due Istituzioni accademiche è nata dal desiderio di interazione tra ATI e Facoltà teologiche, già attuata negli scorsi anni con la Facoltà teologica del Laterano); quello del Sud che studiava il rapporto tra Vangelo e Chiesa. [Si sta pensando di pubblicare le Relazioni dei pre-congressi in modo da fornire ai Soci materiale di preparazione al Congresso].
  2. Martedì: a) una riflessione di carattere teorico su come si elaborino i modelli di Chiesa in dipendenza dalle circostanze storiche (L. Bressan, docente di teologia pastorale presso la Facoltà teologica dell’Italia settentrionale, sede di Vanegono), con un respondent teologo (O. Piazza, docente di ecclesiologia presso la Facoltà teologica dell’Italia meridionale, sede di Posillipo) il cui scopo dovrebbe essere quello di evidenziare le strutture teologiche dei diversi modelli. b) considerazione dei due modelli di Chiesa e di evangelizzazione prevalenti nell’attuale situazione che con linguaggio forse non del tutto appropriato vanno sotto il nome di “religione civile”, “religione di testimonianza” (G. Ambrosio, docente di sociologia religiosa presso la Facoltà teologica dell’Italia settentrionale, sede di Milano), con un respondent teologo che metta in luce le implicazioni teologiche (quale visione dell’evento cristologico, della storia, dell’azione di Dio) dei due modelli (T. Citrini, Rettore del Pontificio Seminario Lombardo, Roma e docente presso la Pontificia Università Gregoriana).
  3. Mercoledì: a) proposta del modello di Chiesa che si ritiene possa rispondere meglio oggi al compito di evangelizzazione (giustificazione di esso in rapporto a una visione dell’evento cristologico, della struttura della Chiesa, della storia) da parte di un teologo (S. Dianich, docente di ecclesiologia presso la Facoltà teologica di Firenze, già Presidente ATI), con un respondent storico (Ulderico Parente, docente di Storia della Chiesa presso la Facoltà teologica dell’Italia meridionale), che evidenzi, alla luce della storia, le possibilità di realizzare tale modello. B) Visita guidata alla città. A sera: Assemblea dei Soci con elezione del nuovo Consiglio.
  4. Giovedì: a) quale trasformazione strutturale della Chiesa sia necessaria oggi al fine di realizzare l’evangelizzazione: una ricerca di un teologo, che ha già provato a immaginare la Chiesa (G. Lafont, già docente presso il Pontificio Ateneo Sant’Anselmo e abate dell’Abbazia di La Pierre qui vire), con un respondent sociologo che mostri il rapporto tra trasformazioni dei gruppi sociali e visioni della realtà: anche la Chiesa è un gruppo sociale e non sfugge alle dinamiche delle macroorganizzazioni (Stefano Martelli, docente di sociologia presso la Facoltà di Scienze della formazione di Palermo); b) Ipotetiche trasformazioni del modello di autorità in una Chiesa che voglia realizzare oggi l’evangelizzazione (Siamo alla ricerca di un relatore: sondaggi presso autorità ecclesiastiche hanno prodotto esiti negativi), con un respondent psicologo (Franco Imoda, magnifico Rettore della Pontificia Università Gregoriana) che illustri le implicazioni psicologiche delle relazioni ecclesiali in atto.
  5. Venerdì: Quale rapporto tra evangelizzazione e stili di vita ecclesiale: per una rilettura di LG 8 (G. Ruggieri, docente di teologia fondamentale presso lo Studio teologico di Catania), con un respondent (G. Mazzillo, docente di teologia sistematica presso lo Studio teologico di Catanzaro) che, alla luce della ricezione del Vaticano II, evidenzi perché è diventato difficile realizzare quanto scritto in quel passo.
  6. Conclusioni: ripresa critica del percorso (P. Coda). Sono previste anche alcune comunicazioni da affidare a giovani studiosi, che abbiano dedicato le loro ricerche a temi attinenti al percorso del Congresso. Sarebbe interessante, per es., rileggere l’opera di Congar, Vraie et fausse reforme dans l’Eglise.
    Si è altresì pensato di chiedere ad alcuni partecipanti al Congresso di preparare un intervento per il dibattito; si ritiene, in tal modo, di rendere più vivace e più ordinata la discussione, senza ovviamente bloccare le “reazioni a caldo”.
  7. Come si può notare dal percorso programmato, l’obiettivo che ci si prefigge è quello di realizzare la funzione critica della teologia nei confronti della vita ecclesiale. Questa è sempre stata la preoccupazione dell’ATI fin dalle sue origini, e immaginiamo possa continuare, senza la pretesa di dire l’ultima parola, ma con la consapevolezza modesta di offrire un contributo al cammino della Chiesa che vuole svolgere il suo compito di annunciare il Vangelo lasciandosi da esso mettere alla prova.
  8. La scelta del luogo del Congresso è stata suggerita da due ragioni: una di carattere economico-logistico (la struttura che ci ospita permette la presenza di circa 120 persone, con prezzi buoni, in un contesto storico-artistico di rilievo); l’altra di carattere “culturale”: il collegamento con un centro di studi teologici che ha una gloriosa tradizione. Anche questa è stata una preoccupazione costante della nostra Associazione, nonostante alcuni (pochi in verità) “traviamenti”.

    Ora sarebbe interessante che i Soci, tenendo conto dell’articolazione del tema scelto, offrissero loro riflessioni critiche, quasi un Forum in preparazione al Congresso. Vagliate dal Consiglio di presidenza, saranno offerte alla considerazione di tutti attraverso le pagine di Rassegna di Teologia riservate alla vita associativa e del nostro Sito, che si auspica possa essere tenuto aggiornato grazie al contributo di tutti.

 

Giacomo Canobbio

 

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